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Range anxiety: cos’è e cosa si sta facendo per prevenirla

Vista dal posto di guida durante un viaggio in autostrada

La mobilità elettrica sta trasformando profondamente il settore automobilistico: i veicoli elettrici riducono l’impatto ambientale e negli ultimi tempi si sono evoluti raggiungendo prestazioni inimmaginabili fino a pochi anni fa. Resta però un freno che scoraggia ancora molti automobilisti e rallenta la diffusione di questa tecnologia: la range anxiety. Cerchiamo di capire che cos’è e come superarla.

Cos'è la range anxiety

La range anxiety, in italiano ansia da autonomia, è la paura di restare senza carica prima di arrivare a destinazione o alla colonnina più vicina. La provano alcuni EV-driver e, più spesso, chi sta pensando di comprare un’auto elettrica.

Alla base ci sono l’idea che l’autonomia sia troppo poca e i tanti falsi miti sulle auto elettriche. C’entra anche il timore di restare a piedi in un posto isolato.

È un fenomeno soprattutto psicologico e tende a ridimensionarsi con l’esperienza: dopo qualche settimana al volante di un’elettrica si impara quanta autonomia c’è davvero e come pianificare le soste. Nel frattempo continua a frenare l’adozione dei veicoli elettrici

Range anxiety o charge anxiety?

I due termini vengono spesso usati come sinonimi, ma indicano paure diverse. La range anxiety riguarda l’autonomia: si teme di restare senza carica durante il viaggio. La charge anxiety, ansia da ricarica, riguarda la colonnina: si teme di non trovarne una libera e funzionante quando serve, magari dopo un lungo tragitto o una coda inattesa.

Con l’autonomia che cresce, oggi pesa soprattutto la seconda: colonnine occupate, fuori servizio, installate ma non ancora collegate alla rete, o con prezzi poco chiari. Tenere distinte le due ansie aiuta a capire dove intervenire.

Cosa si sta facendo per prevenire l'ansia

Si interviene su tre piani: le auto, la rete di ricarica e le app.

Auto con più autonomia

Le batterie sono migliorate e l’aerodinamica è più curata, e l’autonomia ne ha beneficiato. Nel 2026 la maggior parte dei modelli di segmento medio dichiara tra 450 e 600 km nel ciclo WLTP*, le versioni long range superano i 700 km e le berline di punta arrivano a circa 960 km dichiarati. Le citycar partono da circa 220 km e arrivano oltre i 400, a seconda del modello.

I valori WLTP sono misurati in condizioni standard. Nell’uso reale l’autonomia può essere inferiore del 10-30%, soprattutto in autostrada o con il freddo. Anche così, la maggior parte dei modelli attuali copre senza problemi gli spostamenti quotidiani e, con una sosta pianificata, anche i viaggi lunghi.

Conta anche la velocità di ricarica: con l’architettura a 800 V alcuni modelli dichiarano di recuperare oltre 300 km in dieci minuti.

Più colonnine, distribuite meglio

Secondo Motus-E, al 30 giugno 2026 in Italia i punti di ricarica pubblici erano 84.564, 17.003 in più rispetto a un anno prima. Più di 24.000 in corrente continua (ricarica veloce o ultraveloce) e quasi 6.800 superano i 150 kW. Il Nord ne concentra circa il 60%, con la Lombardia in testa a oltre 18.000 punti.

Il cambiamento più netto è in autostrada: 1.516 punti di ricarica, l’86% in corrente continua e il 59% sopra i 150 kW. Oltre la metà delle aree di servizio ha ormai almeno una colonnina. Per Motus-E la rete va completata con i bandi dei concessionari autostradali e vanno accorciati i tempi di connessione e semplificate le autorizzazioni: circa il 12% dei punti installati aspetta ancora l’allacciamento.

A spingere la crescita ci sono i fondi del PNRR e gli investimenti di aziende e operatori, che installano colonnine in parcheggi pubblici, centri commerciali e stazioni di servizio. Più colonnine in più posti vuol dire meno probabilità di trovarsi a secco.

Le app tengono la ricarica sotto controllo

Autonomia e colonnine non bastano: serve anche sapere dove andare e cosa si troverà. Le app per la ricarica permettono di pianificare il percorso in base alle colonnine lungo la strada, confrontare le tariffe e avviare e seguire la sessione dallo smartphone.

Applicazioni come NEXTCHARGE riuniscono in un’unica app la rete di diversi operatori: mappa delle stazioni, avvio della ricarica da app o card RFID, consumi e spesa in tempo reale, prenotazione, compatibilità con Android Auto. Si può seguire la ricarica da lontano e pianificarla in anticipo. Così si rischia meno di restare a secco durante il viaggio.

La range anxiety non è sparita, ma le risposte oggi sono concrete: batterie più efficienti, una rete cresciuta di oltre 17.000 punti in un anno, app che mettono tutto in un posto. Per superarla del tutto restano da sistemare l’affidabilità e la continuità del servizio.

10 consigli di Uattzy per evitare la range anxiety

  1. Pianifica il percorso prima di partire: individua le colonnine lungo la strada con app e mappe e tieni sempre un’alternativa di riserva.
  2. Ricarica durante le pause: organizza le soste in posti dove vale la pena fermarsi, così l’attesa pesa meno.
  3. Guida in modo regolare: velocità costante, niente accelerazioni brusche e un uso moderato del climatizzatore fanno guadagnare autonomia.
  4. Scegli la potenza in base al tempo: se hai fretta, una stazione ad alta potenza; se puoi aspettare, una ricarica più lenta costa spesso meno.
  5. Conosci l’autonomia reale della tua auto: in inverno e in autostrada è più bassa di quella dichiarata.
  6. Installa una wallbox a casa, così parti sempre con la batteria carica. Per il 2026 c’è di nuovo il contributo statale per privati e condomini: copre l’80% della spesa, fino a 1.500 euro a richiedente, per le installazioni completate tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. Le domande si presentano online dal 22 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, fino a esaurimento dei fondi.
  7. Tieni l’auto in ordine: controlla la batteria e la pressione degli pneumatici.
  8. Usa un’app per il traffico in tempo reale, per evitare code e deviazioni che consumano autonomia.
  9. Scegli stazioni con pagamento integrato e prenotazione, quando ci sono.
  10. Partecipa alle community online: lì circolano consigli e segnalazioni su stazioni e tariffe.

Se cerchi una rete di ricarica capillare, affidati a Uattzy: abbiamo oltre 3.000 punti di ricarica installati in tutta Italia.

*(Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedure) è la procedura di prova standard con cui, in Europa, si misurano consumi, emissioni e autonomia delle auto nuove. Dal 2017 ha sostituito il vecchio ciclo NEDC, giudicato troppo ottimistico.

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